C.S. Lewis ha convertito il più grande scienziato al mondo
- Ultimissime
- 10 Feb 2025
I libri di CS Lewis sono capitati nelle mani di Francis Collins, conducendolo dall’ateismo alla fede. Il noto genetista ha sequenziato il genoma umano e fino a poco tempo fa era a capo del National Institute of Health degli Stati Uniti.
Non vinse mai il Nobel ma tantissimi premiati (a partire da Dario Fo!) non riuscirebbero mai nemmeno a scrivere nemmeno un capitolo con la stessa profondità con cui scriveva C.S. Lewis.
Noto al grande pubblico come l’autore delle “Cronache di Narnia”, Lewis insegnò ad Oxford e fu grande amico di un altro gigante della letteratura: J.R.R. Tolkien (la cui causa di beatificazione potrebbe aprirsi tra non molto).
I libri di Lewis hanno incantato diverse generazioni, alcuni meno noti, forse, ma ampiamente conosciuti nel mondo cristiano. Qualche esempio consigliato: “Le lettere di Berlicche”, “Diario di un dolore”, “Il Cristianesimo così com’è”, “Una gioia insolita: lettere tra un prete cattolico e un laico anglicano”.
Prima ateo, poi teista e poi anglicano, fu proprio Tolkien ad avvicinare Lewis al cattolicesimo.
I libri di Lewis e la conversione di Francis Collins
Uno di questi libri di Lewis, Il Cristianesimo così com’è, capitò un giorno del 1976 nella mani di un giovane ricercatore ateo, studente di medicina del terzo anno presso l’Università della Carolina del Nord. Il suo nome: Francis Collins.
Proprio colui che oggi è il genetista più citato e lo scienziato tra i più influenti al mondo, consigliere scientifico degli ultimi tre presidenti americani e per anni direttore del National Institutes of Health degli Stati Uniti, il più avanzato centro di ricerca biomedica nel mondo.
Fu proprio Collins nel 2003 a guidare il team che completò la mappatura ed il sequenziamento dei 3 miliardi di lettere che compongono il DNA umano. Nel 2009 è divenuto membro della Pontificia Accademia delle Scienze.
Nel 2019 Collins ha ricordato che a regalargli il libro di Lewis fu un pastore metodista che attraverso quel regalo rispose alle domande del giovane scienziato ventisettenne.
«Lewis era uno studioso di Oxford che aveva posto quelle stesse domande ed aveva percorso la stessa strada dall’ateismo alla fede, scalciando ed urlando per tutto il tempo», disse il noto scienziato americano. «Mentre giravo le pagine di quel libro, mi resi conto che i miei argomenti contro la fede erano quelli di uno scolaro principiante».
Francis Collins: “L’ateismo, visione del mondo povera”
Nel 2020 Francis Collins ha vinto il Templeton Prize in onore della sua carriera e del suo impegno a sostegno dell’integrazione tra fede e ragione.
Il genetista statunitense, anche grazie a Lewis, si è infatti convertito al cristianesimo ed è oggi un esempio di grande devozione religiosa unita al rigore di un importante uomo di scienza.
Riprendiamo integralmente la sua dichiarazione in occasione del ritiro del premio nel maggio 2020:
«Ero un materialista convinto che trovava poco utile tutto ciò che non poteva essere affrontato con la sperimentazione scientifica. Ma quando sono passato dalla meccanica quantistica alla facoltà di medicina, ho trovato difficile ignorare la grandi domande sull’esistenza mentre ero seduto tra i letti dei malati e dei morenti, e la scienza non era molto utile a rispondere. Le persone di fede sembravano rivendicare la saggezza in quel campo, ma immaginavo che quelle intuizioni fossero basate sulla superstizione. Cercando di respingere la prospettiva della fede, rimasi sbalordito nello scoprire una ricca vena di pensiero filosofico e teologico. L’ateismo, la negazione della possibilità di qualsiasi cosa che la scienza non può misurare, emerse come la visione del mondo più povera ed irrazionale. E con mio stupore, gli indicatori della presenza di un Creatore iniziarono ad apparire ovunque, incluse le osservazioni scientifiche sull’universo. Ancora più importante, la persona di Gesù è emersa come la più profonda narratrice di verità che abbia mai incontrato, e mi ha invitato a prendere una decisione. Resistere fu impossibile: ‘potrei mai essere uno scienziato e un credente? La mia testa non esploderà?’, mi chiesi».
A queste domande Francis Collins si rispose da solo nel tempo, non trovando più alcuna dicotomia tra scienza e fede. La sua riflessione continuò così:
«Sono cristiano da 43 anni, ho trovato una gioiosa armonia tra le visioni del mondo scientifiche e quelle spirituali e non ho mai incontrato una differenza inconciliabile. Ho avuto il privilegio di guidare progetti scientifici che hanno scoperto la causa della fibrosi cistica, la sequenza completa del genoma umano e lo sviluppo della medicina di precisione che ogni giorno salva vite dal cancro. L’elegante complessità della biologia umana crea costantemente in me un senso di timore reverenziale, eppure mi rattrista la sofferenza e la morte che vedo tutt’intorno. A volte, confesso di essere assalito da dubbi su come un Dio amorevole possa permettere simili tragedie ma poi ricordo che è quel Dio che pendeva dalla croce e che ha una profonda familiarità con la sofferenza. Imparo e riapprendo che Dio non ha mai promesso la libertà dalla sofferenza, ma piuttosto è “un rifugio e una forza, un aiuto sempre pronto nelle difficoltà” (Salmo 46). Nel Vangelo di Matteo i discepoli chiedono a Gesù di nominare il più grande comandamento ed Egli rispose: “Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, tutta la tua anima e tutta la tua mente”. Anche le nostre menti avrebbero dovuto essere quindi coinvolte! Ciò significa che la scienza non è solo un esercizio intellettuale stimolante, non è solo una straordinaria storia d’indagine, ma può anche essere una forma di adorazione».
Il “Linguaggio di Dio” e la fondazione BioLogos
In Italia è stato tradotto e pubblicato il bestseller di Francis Collins intitolato Il linguaggio di Dio (Sperling & Kupfer 2007), in cui espone il suo punto di vista sul mondo e propone l’interessante concetto di “evoluzionismo teista“.
«Con mia sorpresa», ha dichiarato, «il mio libro, scritto 14 anni fa, sembra aver trovato risonanza in molti ricercatori».
Ed infatti quel testo ha portato alla fondazione dell’associazione BioLogos, diventato un importante luogo di incontro per scienziati e ricercatori che cercano risposte a domande su come la Parola e le Opere di Dio possano essere armonizzate.
«È davvero gratificante osservare la comunità di scienziati e credenti che si è radunata» attorno a BioLogos, ha commentato Collins.
Grazie ai libri di C.S. Lewis e come accade nel suo “Le Cronache di Narnia”, il cammino di Francis Collins è stato un viaggio dalla cecità alla luce, dalla ricerca alla scoperta, fino a trovare un significato più profondo dietro la realtà visibile per cui fare scienza e, ancor più importante, per vivere intensamente la vita.
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